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"Name": "Luce per la notte glaciale",
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"Name": "Purificazione nella sorgente",
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"Title": "Storia del personaggio (3)",
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"Context": "Una volta Lauma si impose una serie di \"regole\". Sarebbero potute sembrare irragionevoli agli occhi degli altri, quindi non ne parlò mai con nessuno per molto tempo.\nCredeva che non avrebbe mai dovuto mentire. Anche il silenzio era una risposta di fronte all'incertezza, ma non bisognava mai fingere per evitare gli scontri. Questo era particolarmente vero per una Cantaluna, le cui parole erano per i fedeli una verità assoluta. Mentire era un peccato imperdonabile.\nMa pregare una falsa luna nel cielo non era già di per sé una menzogna? Non poteva esserne certa, e questo la rese nuovamente irrequieta.\nDecise che non si sarebbe mai lasciata trasportare dall'ira. La Signora della foresta doveva essere gentile e amorevole, proprio come la dea della Luna gelata. La luce del lago ai piedi della luna era priva d'increspature: l'emissaria della dea aveva davvero il diritto di arrabbiarsi? Le maree di Kuuvahki disturbavano spesso la sua mente, sì, ma una guida degna di questo nome doveva imparare a essere padrona delle proprie emozioni.\nTuttavia, alcune emozioni non provenivano dai moti delle maree. Non era incline a urlare o a sgolarsi contro i suoi nemici, ma dare loro una lezione sarebbe stato ugualmente un gesto di rabbia? Si strofinò le dita nervosamente. Chi avrebbe potuto consultare al riguardo?\nSi ripeteva che non doveva cambiare. Nel corso di innumerevoli anni di evoluzione, gli Eredi della Luna gelata si erano allontanati dalla loro epoca d'oro. Qualsiasi fluttuazione, ora, avrebbe potuto spezzare il fragile ramo su cui poggiavano. Ciò valeva soprattutto per i fedeli, che la consideravano un essere \"speciale\" e la vedevano come la loro unica speranza. Doveva mantenere un'immagine adeguata a quella di una Cantaluna.\nEppure, aveva già svelato a tutti la verità sul cielo e sulla luna. Stavolta non aveva bisogno di consultare nessuno per sapere che i cambiamenti erano già in atto.\nA quel punto, tutte e tre le sue regole sembravano prive di significato. Pertanto Lauma abbassò finalmente la guardia, e una notte confidò a suoi amici animali quei pensieri indicibili.\nCome previsto, gli animaletti l'accolsero calorosamente e, come al solito, si misero a chiacchierare della vita... In particolare della sua.\nSi dimostrarono dei veri amici, prima affermando la sua onestà e affidabilità, poi lodando la sua natura gentile e premurosa, e infine dichiarando che lei era sempre stata così, e che non era cambiata affatto. (Quelle parole la resero alquanto felice, ma poi il suo imbarazzo si fece sempre più intenso... arrivando a farle desiderare di avere due gambe in più per poter fuggire immediatamente.)\nInfine, un gattino che vedeva spesso giocare a Nasha le disse: \"Se il sottoscritto, Ashru, dovesse trovarti un difetto... come già sai, direbbe che sei troppo testarda!\""
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"Context": "Una volta Lauma si impose una serie di \"regole\". Sarebbero potute sembrare irragionevoli agli occhi degli altri, quindi non ne parlò mai con nessuno per molto tempo.\nCredeva che non avrebbe mai dovuto mentire. Anche il silenzio era una risposta di fronte all'incertezza, ma non bisognava mai fingere per evitare gli scontri. Questo era particolarmente vero per una Cantaluna, le cui parole erano per i fedeli una verità assoluta. Mentire era un peccato imperdonabile.\nMa pregare una falsa luna nel cielo non era già di per sé una menzogna? Non poteva esserne certa, e questo la rese nuovamente irrequieta.\nDecise che non si sarebbe mai lasciata trasportare dall'ira. La Signora della foresta doveva essere gentile e amorevole, proprio come la Dea della Luna gelata. La luce del lago ai piedi della luna era priva d'increspature: l'emissaria della dea aveva davvero il diritto di arrabbiarsi? Le maree di Kuuvahki disturbavano spesso la sua mente, sì, ma una guida degna di questo nome doveva imparare a essere padrona delle proprie emozioni.\nTuttavia, alcune emozioni non provenivano dai moti delle maree. Non era incline a urlare o a sgolarsi contro i suoi nemici, ma dare loro una lezione sarebbe stato ugualmente un gesto di rabbia? Si strofinò le dita nervosamente. Chi avrebbe potuto consultare al riguardo?\nSi ripeteva che non doveva cambiare. Nel corso di innumerevoli anni di evoluzione, gli Eredi della Luna gelata si erano allontanati dalla loro epoca d'oro. Qualsiasi fluttuazione, ora, avrebbe potuto spezzare il fragile ramo su cui poggiavano. Ciò valeva soprattutto per i fedeli, che la consideravano un essere \"speciale\" e la vedevano come la loro unica speranza. Doveva mantenere un'immagine adeguata a quella di una Cantaluna.\nEppure, aveva già svelato a tutti la verità sul cielo e sulla luna. Stavolta non aveva bisogno di consultare nessuno per sapere che i cambiamenti erano già in atto.\nA quel punto, tutte e tre le sue regole sembravano prive di significato. Pertanto Lauma abbassò finalmente la guardia, e una notte confidò a suoi amici animali quei pensieri indicibili.\nCome previsto, gli animaletti l'accolsero calorosamente e, come al solito, si misero a chiacchierare della vita... In particolare della sua.\nSi dimostrarono dei veri amici, prima affermando la sua onestà e affidabilità, poi lodando la sua natura gentile e premurosa, e infine dichiarando che lei era sempre stata così, e che non era cambiata affatto. (Quelle parole la resero alquanto felice, ma poi il suo imbarazzo si fece sempre più intenso... arrivando a farle desiderare di avere due gambe in più per poter fuggire immediatamente.)\nInfine, un gattino che vedeva spesso giocare a Nasha le disse: \"Se il sottoscritto, Ashru, dovesse trovarti un difetto... come già sai, direbbe che sei troppo testarda!\""
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"Title": "Storia del personaggio (4)",
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"Title": "Disco lunare",
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"Context": "Lauma era molto grata dell'esistenza dei Dischi lunari, ed era felice di averne uno tutto suo; ma, a dirla tutta, non riuscire a ricordare come l'avesse ottenuto le dava parecchio fastidio.\nNonna Sarakka aveva detto che il Disco lunare era caduto dalle sue vesti. Sebbene i suoi genitori avessero ricordi un po' confusi al riguardo, essendo sopraffatti dalla nascita della loro figlioletta, avevano confermato questo racconto.\nSe avesse parlato con gli altri dei suoi problemi, ne sarebbero rimasti certamente interdetti. Avere un Disco lunare dalla nascita non era di per sé una cosa positiva? Perché preoccuparsi?\nSembrava che, a parte lei, nessuno avesse trovato nulla di sbagliato nel vederne uno accanto a un neonato. \"Un miracolo accaduto a una Cantaluna... Non è una cosa normale?\"\nLauma si ritrovò a corto di parole. Nonostante il desiderio di conoscere le origini di qualcosa fosse naturale e umano, le sue ricerche tra i documenti della biblioteca non le avevano fornito una risposta soddisfacente.\nNon smise mai di chiederselo, tanto che quando in seguito incontrò la Fanciulla lunare, non poté fare a meno di porle quella domanda.\nLa risposta della Kuutar fu estremamente semplice: \"Eh?\"\n...Pertanto, la spiegazione più plausibile doveva ancora provenire da Iperborea. La storia del regno dorato era sicuramente lunga, e risaliva addirittura a quando le tre lune erano sorte nel cielo. I suoi abitanti impararono a usare le maree lunari per alimentare le loro magie, ma furono a loro volta influenzati dalle maree stesse, e alcuni di loro svilupparono delle corone con delle corna simili a quelle dei cervi.\nMa i Dischi lunari erano esistiti davvero in quel mondo?\nLauma aggrottò le sopracciglia e iniziò a parlare senza volere tra sé e sé, spingendo un bambino che stava passando di lì a chiederle ad alta voce: \"Lady Lauma, le sue corna sono cresciute così tanto perché ha un Disco lunare?\"\nLe sue sopracciglia si aggrottarono ancor di più: \"Beh... Immagino che... Mi dispiace, non lo so\".\nDeludere i bambini era qualcosa che non avrebbe mai voluto fare, se solo avesse potuto evitarlo, ma sorprendentemente il piccoletto non sembrò scoraggiato da quella risposta.\n\"Ah!\", disse come se avesse appena capito un grande mistero. \"Forse ha ottenuto il Disco lunare perché ha le corna più lunghe?\"\nAh! Lauma avrebbe voluto accettare quella risposta dal profondo del suo cuore, in quel momento! Quant'era furbo quel ciclo di causa ed effetto, che andava dal principio alla fine e viceversa, e che sembrava spiegare (o meglio, evitare) così tante domande...\nMa s'interruppe subito per non cadere nella trappola delle menzogne.\nChe fosse stato quello, allora, il vero scopo del Disco lunare? Un simbolo, per lei, di vigilanza, moderazione e responsabilità.\nCosì strinse il misterioso Disco lunare nella sua mano, recitando silenziosamente le tre regole nel suo cuore ancora una volta."
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"Context": "Lauma era molto grata dell'esistenza dei Dischi lunari, ed era felice di averne uno tutto suo; ma, a dirla tutta, non riuscire a ricordare come l'avesse ottenuto le dava parecchio fastidio.\nNonna Sarakka aveva detto che il Disco lunare era caduto dalle sue vesti. Sebbene i suoi genitori avessero ricordi un po' confusi al riguardo, essendo sopraffatti dalla nascita della loro figlioletta, avevano confermato questo racconto.\nSe avesse parlato con gli altri dei suoi problemi, ne sarebbero rimasti certamente interdetti. Avere un Disco lunare dalla nascita non era di per sé una cosa positiva? Perché preoccuparsi?\nSembrava che, a parte lei, nessuno avesse trovato nulla di sbagliato nel vederne uno accanto a un neonato. \"Un miracolo accaduto a una Cantaluna... Non è una cosa normale?\"\nLauma si ritrovò a corto di parole. Nonostante il desiderio di conoscere le origini di qualcosa fosse naturale e umano, le sue ricerche tra i documenti della biblioteca non le avevano fornito una risposta soddisfacente.\nNon smise mai di chiederselo, tanto che quando in seguito incontrò la Fanciulla lunare, non poté fare a meno di porle quella domanda.\nLa risposta di Kuutar fu estremamente semplice: \"Eh?\"\n...Pertanto, la spiegazione più plausibile doveva ancora provenire da Iperborea. La storia del regno dorato era sicuramente lunga, e risaliva addirittura a quando le tre lune erano sorte nel cielo. I suoi abitanti impararono a usare le maree lunari per alimentare le loro magie, ma furono a loro volta influenzati dalle maree stesse, e alcuni di loro svilupparono delle corone con delle corna simili a quelle dei cervi.\nMa i Dischi lunari erano esistiti davvero in quel mondo?\nLauma aggrottò le sopracciglia e iniziò a parlare senza volere tra sé e sé, spingendo un bambino che stava passando di lì a chiederle ad alta voce: \"Lady Lauma, le tue corna sono cresciute così tanto perché hai un Disco lunare?\"\nLe sue sopracciglia si aggrottarono ancor di più: \"Beh... Immagino che... Mi dispiace, non lo so\".\nDeludere i bambini era qualcosa che non avrebbe mai voluto fare, se solo avesse potuto evitarlo, ma sorprendentemente il piccoletto non sembrò scoraggiato da quella risposta.\n\"Ah!\", disse come se avesse appena capito un grande mistero. \"Forse hai ottenuto il Disco lunare perché hai le corna più lunghe?\"\nAh! Lauma avrebbe voluto accettare quella risposta dal profondo del suo cuore, in quel momento! Quant'era furbo quel ciclo di causa ed effetto, che andava dal principio alla fine e viceversa, e che sembrava spiegare (o meglio, evitare) così tante domande...\nMa s'interruppe subito per non cadere nella trappola delle menzogne.\nChe fosse stato quello, allora, il vero scopo del Disco lunare? Un simbolo, per lei, di vigilanza, moderazione e responsabilità.\nCosì strinse il misterioso Disco lunare nella sua mano, recitando silenziosamente le tre regole nel suo cuore ancora una volta."
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Reference in New Issue
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